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Unlearning

Lucio Basadonne
2014, 73 min
Documentario manifesto del "disimparare", il concetto chiave delle trasformazioni socio-economiche che stanno investendo il mondo intero. Un'opera italiana, fondamentale nella storia del cinema documentario, che sta girando il mondo con il passaparola. Unlearning è il viaggio di Lucio, Anna e Gaia attraverso ecovillaggi, comunità, famiglie itineranti per conoscere chi ha avuto il coraggio di cambiare. Un documentario familydriven che racconta il punto di vista non certo oggettivo di un’ ansiosa insegnante in aspettativa, un regista televisivo stanco di format ripetitivi e una bambina di 5 anni in balia degli eventi. Sei mesi di viaggio al costo di poche centinaia di euro: per realizzare il progetto la famiglia ha usato il baratto scambiando competenze, casa, oggetti e tempo… Senza un’autovettura a disposizione hanno dovuto arrangiarsi con il carpooling, percorrendo così oltre 5000 Km in compagnia di sconosciuti; hanno vissuto ogni nuovo incontro come una possibilità, imparando a lasciare a casa paranoie, retaggi culturali imposti, prestandosi a dare una mano nei modi più disparati per ottenere vitto e alloggio: dallo zappare la terra al vendere zucchero filato, vivendo ogni occasione per crescere come famiglia, per capire davvero cosa conti in una squadra per definirsi tale. Un documentario sulla fiducia, su un’Italia di uomini, donne e bambini che, all’omologazione, hanno risposto facendo della propria esistenza un inno alla diversità per aprirsi al cambiamento.
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Figli della libertà

Lucio Basadonne e Anna Pollio
2017, 78 min
Senza compiti + Senza voti + Senza banchi + Senza materie = Senza futuro? E' la domanda di una famiglia che ha lasciato l'educazione tradizionale per capire cosa succede imparando fuori dagli schemi. In questo film c'è una bambina che va in una scuola strana: non ci sono né voti, né banchi, né adulti che comandano. Se un giorno si vuol stare a giocare a palla bene, si scriverà domani. Rock and Roll. Questa bambina ha un papà che all' inizio ci sballa a far crescere la figlia libera, poi gli cominciano a venir dubbi. "Magari mi cresce una selvaggia che corre nuda per i boschi e che finisce a fare i posaceneri con le lattine e suonare i bonghi in piazza" , pensa preoccupato. Allora prende lo zaino e va a cercare chi è cresciuto in modo simile, per capire se ha fallito o meno nella vita. Incontra Andrè Stern, Silvano Agosti e un botto di altri, meno famosi. Questo papà ha una moglie che insegna in una scuola normale e che si tormenta se la sua scelta è buona o meno. Allora va a chiedere consiglio agli esperti. Chiede a Daniele Novara, a Monica Guerra, Francesca Antonacci e a Emily Mignanelli. Non contenta interroga Paolo Sarti, Paolo Mottana, Erika Di Martino e Raffaella di Cataldo e ognuno le dice la sua. Sono tutti dei fighi, cercateli su Google. Intanto per la bambina sta arrivando l'esame e l'atmosfera di cazzeggio comincia a cambiare. Tabelline. Corsivo. Il giorno del confronto con il mondo reale, quello cattivo che ti giudica e ti limita, sta per arrivare. Un anno di vita fra viaggi, discorsi, giochi e deliri per capire se il sistema si può cambiare, se educare all'obbedienza è giusto o meno e se la felicità è una roba per ricchi e fricchettoni. Con uno stile leggero e irriverente “Figli della libertà" mette in discussione la delega dell’istruzione chiedendosi se la scuola è un sistema di controllo che disciplina e limita la libertà o se siamo genitori "so tutto io" incapaci di accettare che quel sistema che tanto critichiamo siamo anche noi.
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Te lo dico pianissimo

Pasquale Marrazzo
2018, 93 min
Cicci, un uomo sulla cinquantina, gentile nei modi e nell’animo, si ritrova, a seguito della scomparsa della sua ex moglie Dolores, dalla quale era separato da diversi anni,  a dover gestire l’affidamento dei suoi due figli gemelli di 17 anni: Sara e Matteo. Cicci da oltre 15 anni vive con il suo compagno Nikolas, idraulico di sani principi etici e morali. La convivenza fra i due viene messa a dura prova dalla decisione delle sorelle di Cicci, capeggiate da Giuditta, di trasferirsi nella loro casa per “proteggere" i nipoti dai comportamenti a rischio di “immoralità" della coppia omosessuale. L’amore che tiene uniti Nikolas e Cicci, li costringe a subire “soprusi e abusi", da parte delle tre sorelle che viste da molto vicino, sono mosse da motivazioni tutt’altro che sane, dal semplice desiderio di frammentare l’ equilibrio che la coppia ha costruito nel tempo. Infatti Cicci, seppur per un breve periodo, per cercare di tenere a bada Giuditta, che “ama il fratello come un figlio", allontana da casa  il suo compagno. La casa è abitata anche dal “fantasma" di Dolores che si è stabilito in bagno e da lì parla con tutta la famiglia e a suo modo “consiglia" anche Cicci, al quale era ormai legata da amore “fraterno". Giuditta nel frattempo compie un percorso interiore intenso e quando scopre “la verità" che riguarda i nipoti capisce che l’amore va guardato da tante angolazioni. La sua visuale non è necessariamente quella giusta e non può manovrare la vita degli altri, ma solo cercare un nuovo modo di relazionarsi con loro rispettando l’amore nella giusta misura in cui deve esistere. Cicci e Nikolas dimostrano, durante tutto il percorso del film, di sapersi fare da parte per dare importanza alle persone che in quel momento meritano maggior attenzione. Loro sono sicuri del loro amore e dell’amore verso i “loro" figli.
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Fuoco Amico - La storia di Davide Cervia

Francesco Del Grosso
2015, 85 min
Raccontare la storia di Davide Cervia significa raccontare la storia di un uomo segreto, costretto a convivere con un passato che ha dovuto tenere nascosto anche dopo esserselo messo alle spalle. La sua è la storia di un uomo, un marito, un padre e un cittadino svanito senza lasciare alcuna traccia in un giorno come tanti, la cui esistenza è da vent’anni e passa sospesa tra la vita e la morte. Il 12 settembre del 1990, il trentunenne di origini sanremesi non ha fatto ritorno nella sua casa nei pressi di Velletri, una cittadina alle porte di Roma, dove ad aspettarlo come tutte le sere c’erano la moglie e i due figli. Un buco nero sembra averlo inghiottito. Da quel momento di Cervia non si saprà più nulla. Lentamente e tra mille difficoltà intorno alla sua vicenda sono emerse scomode e sconcertanti mezze verità, che hanno acquisito con il passare del tempo la forma di piccoli tasselli di un grande intrigo internazionale. A riportarle a galla lo sforzo congiunto di una famiglia e di un gruppo di persone che a vario titolo si sono occupate del caso, dovendo di volta in volta fare fronte comune contro atti intimidatori, depistaggi, processi, bugie, gravi omissioni, false testimonianze e tentativi di insabbiamento. Fuoco amico è il racconto intimo e privato di un’odissea pubblica, un viaggio tra le parole, le testimonianze e i ricordi legati ad uno dei tanti Segreti di Stato taciuti e non ancora rivelati. Prodotto da Giulia Piccione, fotografia Daniele Anzellotti, montaggio Francesca Sofia Allegra, musiche originali Raffaele Inno, suono Daniele Guarnera, secondo operatore e steadycam Eugenio Barzaghi, motion graphic Lena Di Gennaro, montaggio del suono e mix Marco Saitta, color correction Ercole Cosmi, aiuto regia e riprese aggiuntive Giulia Piccione, assistente al montaggio Giulio Tiberti, sottotitoli e adattamento Gianfranco Liotta.
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