NOVITÀ. Tutti i film di Movieday usciti nell'ultimo anno.
Sono Guido e non Guido

2017, 79 min

REGIA Alessandro Maria Buonomo
Guido Catalano non è Guido Catalano. Guido Catalano non è solo Guido Catalano. Guido Catalano è anche Armando Catalano. Guido Catalano «è il più grande poeta professionista vivente»: più 20.000 copie vendute; più di 100 live all’anno; uno stuolo di sostenitori, ma soprattutto di sostenitrici, in tutta Italia. Questo lo sanno tutti. Quello che quasi nessuno sa è che Guido Catalano ha un segreto, che questo segreto si chiama Armando e che Armando non è la segretaria personale del poeta. Armando non è neanche solo il fratello gemello di Guido: è il vero autore delle poesie che hanno reso famoso il fenomeno Guido Catalano. Armando è affetto dalla Sindrome di Kräftor, nota comunemente come Reversofonia, che lo fa parlare al contrario, rendendolo incomprensibile. Invece di dire “Io sono Armando Catalano”, Armando dice “Oi onos odnamrA onalataC”. I due hanno così escogitato un sistema infallibile: Armando scrive, Guido declama. Ed entrambi fanno talmente bene il proprio mestiere da essere diventati il più grande poeta professionista vivente. Con questo film, il segreto di Guido e Armando viene riportato alla luce. Analizzando gli indizi disseminati nelle poesie e nei libri, ricostruiremo la vita dei gemelli Catalano attraverso immagini di repertorio, testimonianze, interviste a colleghi, critici letterari, editori, amici e avversari. Come sono riusciti i due gemelli a tenere segreta la verità fino a questo momento? Qualcuno sa come stanno veramente le cose? Com’è la loro vita giù dal palcoscenico? Ma soprattutto: si sono mai scambiati di ruolo per concupire una donna?
My Nature

2017, 75 min

REGIA Massimiliano Ferraina e Gianluca Loffredo
«Sono nato bambina. A 5 anni all’asilo mi sentivo un maschietto. Poi ci ho messo 28 anni per trovare il coraggio di seguire la mia natura». Quante volte si può cambiare la propria vita? Quante volte siamo disposti a seguire la nostra natura fino in fondo? Fino a che punto sappiamo ascoltare noi stessi e metterci di nuovo in relazione con gli altri, diversi, ma uguali a noi in profondità? Simone è nato con genitali femminili. E si è sempre sentito un maschio. Il suo primo viaggio l’ha fatto da adolescente, in un conflitto che sentiva insopportabile. Un percorso che l’ha portato a 28 anni a terminare una prima tappa interiore ed esteriore allo stesso tempo: da femmina a maschio. Il secondo viaggio Simone lo compie alla soglia dei 40 anni, quando si accorge che - nonostante la transizione - non era ancora felice. Un tragitto inverso, da fuori a dentro, lasciando un lavoro e decidendo di trasferirsi in Umbria dalla sua nativa Caserta, per imparare ad amare se stesso e liberarsi dalle proprie gabbie. Simone capisce come comprendersi di nuovo e inseguire la propria libertà grazie al contatto profondo con la Natura: la sua e quella degli altri. Impara anche ad accettare le sue origini e decide di ripartire alla volta delle sue radici, dopo aver incontrato nuove amicizie, riscoprendo un nuovo sé: più sereno, pacificato, felice, in armonia. Capace, dopo tanti anni passati ad odiarsi, di affrontare la propria vera Natura. E tutto quello che le sta attorno.
East End

2017, 85 min

REGIA Luca Scanferla, Giuseppe Squillaci
Leo, Lex, Vittorio e gli altri piccoli protagonisti di “East End” sono dei bambini normali, che vivono una quotidianità semplice e scanzonata, dove una partita di calcio può riempire un’intera settimana e diventare la cosa più importante. Intorno ai bambini si muovono degli adulti inadeguati, che influiscono in maniera marginale sulle vite dei propri figli, in una realtà disgregata e confusa, dove le relazioni familiari risultano prossime alla dissoluzione. Abitano tutti nella periferia est di Roma, nel nuovissimo quartiere East End che, suo malgrado, diventa il palcoscenico di un complicato intreccio internazionale quando, nel tentativo di vedere gratis il derby Roma-Lazio, i bambini dirottano sullo stadio Olimpico il Golia, un satellite militare supersegreto che gli Stati Uniti stanno utilizzando nella caccia al terrorista più pericolo del mondo: il famigerato Al Zabir Muffat. Così, mentre i protagonisti della politica mondiale gestiscono la crisi strategica causata dalla sparizione del satellite con ostentata cialtroneria, i bambini, ignari di tutto, devono districarsi in faticose disavventure, fatte di bullismo, dispetti e piccoli problemi quotidiani, specchio di una realtà dove lo straordinario e l’ordinario si incrociano in continuazione senza incontrarsi mai. Un film dove l’amicizia, la tolleranza e l’accettazione della diversità, propria e altrui, risultano essere le uniche risposte alla stupidità di un mondo governato dall’egoismo e dall’integralismo.
Un Altro Mondo

2017, 63 min

REGIA Thomas Torelli
L’umanità sta attraversando un periodo di “crisi” profonda in cui cresce il desiderio di vedere dei cambiamenti nel mondo. Siamo pronti? Ci piace il mondo in cui viviamo oggi? Quali sono le sue contraddizioni? Come possiamo migliorare? Siamo sicuri che siamo il popolo più evoluto che sia mai vissuto su questa terra? Esiste una relazione tra ciò che ci accade e quello che pensiamo? Se è così, possiamo modellare la realtà e farla funzionare a nostro favore? Che tipo di mondo vorresti? Un altro mondo vuole essere un documentario illuminante e rivelatore, che si occupa di grandi questioni legate al nostro futuro possibile. A partire dal presente, l’analisi va indietro nel tempo alla ricerca di civiltà come i Maya e i nativi americani che si sono sviluppate in modo diverso ma dalle quali abbiamo molto da imparare; società sterminate da noi in nome dello “sviluppo” e della “modernizzazione”, ma che oggi vengono prese da esempio per insegnarci molto su noi stessi, sul nostro presente e sul futuro che ci stiamo costruendo. Questi antichi popoli, anche se a migliaia di chilometri di distanza e in momenti diversi della storia, sono simili non solo nel loro modo di rapportarsi con la natura, con l’altro e con il cosmo, ma soprattutto perché la loro visione del mondo “illuminata” anticipa ciò che alcuni scienziati contemporanei hanno a lungo sostenuto: tutto è vivo e interconnesso. I Maya si salutavano l’un l’altro con il detto tradizionale In Lak'ech, che significa “Io sono un altro te stesso” o “Io sono te, tu sei me”. Oggi, la scienza moderna e la fisica quantistica hanno confermato che, in effetti, tutto nell’universo è energia e che non vi è separazione tra l’osservatore e ciò che viene osservato. Tutto è collegato, tutto è vivo e quindi tutto vibra. L’acqua, esposta a stimoli diversi, come le emozioni umane, le parole o anche la musica, risponde alle vibrazioni, si trasforma e comunica formando bellissimi cristalli. (dalla ricerca del Dr. Masaru Emoto, il ricercatore giapponese che abbiamo avuto onore di intervistare nel suo ufficio a Tokyo). Una verità sorprendente che rivela la nostra naturale capacità di modellare la realtà. L’universo ed i principi scientifici della fisica quantistica affermano che l’uomo è una creatura perfetta che potrebbe essere andato fuori strada a causa di uno stile di vita imposto da un sistema di valori che in realtà non gli appartiene. Capire come e perché questo è accaduto e che cosa possiamo fare a questo proposito è l’idea che si nasconde dietro il nostro documentario. Forse ora, travolti da questa crisi finanziaria e sociale globale senza precedenti, ci stiamo muovendo in una direzione diversa. I venti del cambiamento sono su di noi e una nuova Era di consapevolezza deve iniziare. È come se l’uomo finalmente risvegliasse la sua vera identità, la sua naturale capacità di creare la propria realtà, abbandonando lentamente il dualismo mente-corpo che caratterizza gran parte del pensiero moderno. Questa nuova umanità cosciente sta finalmente mettendo in discussione l’idea di sviluppo, l’idea che i progressi della tecnologia, della scienza, e l’organizzazione sociale producano automaticamente un miglioramento della nostra condizione. Questa frattura ci sta facendo riscoprire le nostre origini ancestrali e antichi sentimenti, dove la felicità non è associata alla materia ma allo spirito. È tempo per noi di “vivere” questa consapevolezza, come i nostri antenati hanno fatto tanti anni fa. Il momento è arrivato, un altro mondo è possibile.
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