NOVITÀ. Tutti i film di Movieday usciti nell'ultimo anno.
Binxêt – Sotto il confine

2017, 94 min

REGIA Luigi D'Alife
Guardalo on demand su OpenDDB > bit.ly/binxet-openDDB Il confine è una linea che separa. È netta, non ammette ambiguità. Di là o di qua. Ha dalla sua il peso della legge: per scavalcarlo bisogna infrangerla. Nulla è più artificiale di un confine. Questa striscia di terra sottile e lunga, corre per 911 km. Sulla mappa del Mondo divide la Siria dalla Turchia, secondo chi su questa terra ci vive da sempre, il confine divide il Rojava (Siria del Nord) dal Bakur (sud-est della Turchia), ma soprattutto divide famiglie, storie, affetti ed un paese che esiste ma non troverete sulle cartine geografiche. Si chiama Kurdistan. “Binxet – Sotto il confine” è un viaggio tra vita e morte, dignità e dolore, lotta e libertà. Si svolge lungo il confine turco-siriano. Da una parte l'ISIS, dall'altra la Turchia di Erdogan. In mezzo il confine ed una speranza. Questa speranza si chiama Rojava, soltanto un punto sulla carta di una regione tormentata, terra di resistenza ma anche laboratorio di democrazia dal basso, luogo in cui, sui fucili di chi combatte, sventolano bandiere di colori diversi ma che che parlano lo stesso linguaggio; quello dell'uguaglianza di genere, dell'autodeterminazione dei popoli e della convivenza pacifica. È su questa striscia di terra che si sta giocando la partita più importante; la battaglia contro daesh, il controllo e la chiusura del confine su sui si basa l'accordo tra Unione Europea e Turchia, la violenza repressiva e autoritaria del dittatore Erdogan. Un racconto di denuncia sulle pesanti responsabilità dell'Europa nel sottoscrivere un accordo che violenta le vite di migliaia di persone, solo un piccolo tassello nella storia di un popolo che continua a non rassegnarsi all'idea di essere diviso dai confini, storie di uomini, donne e bambini che sono l'immagine del non arrendersi.
La Natura Delle Cose

2017, 68 min

REGIA Laura Viezzoli
Questa è la storia di un accanimento registico, ma anche di un’amicizia intergenerazionale tra una regista di 35 anni e un filosofo di 70, un’esplorazione dell’io e del tu, e di quel confine tutto individuale e poco rispettato, del vivibile e dell’invivibile. “Ho incontrato Angelo Santagostino per la prima volta nel Luglio 2013 quando era già gravemente malato di Sla. Un corpo completamente immobile, se non per gli occhi, così intelligenti, vivaci e desiderosi di comunicare. Lettera dopo lettera, il suo pensiero prendeva corpo grazie a un puntatore oculare in grado di interpretare il movimento dei suoi occhi sulla tastiera del pc. Una vita estrema aggrappata a 21 micro possibilità, le 21 lettere dell’alfabeto.” La Sla si tocca e si vede in tutta la sua crudeltà in pochi ma scultorei momenti di vita quotidiana, per dimenticarla di volta in volta nel dialogo che diventa un altrove, la dimensione dell’incontro e dell’esplorazione. Nel confronto dialettico Angelo non è un malato di cui avere pietà ma un’astronauta in missione che esplora i limiti dell’umano, interrogandosi ed interrogando lo spettatore con la passione di chi ama la vita ma sa di doverla lasciare a breve. L’immobilità del corpo è solo un punto di partenza per esplorare la vivace mobilità della mente, ed è su questo ipnotico contrasto che si muove visivamente l’intero film. Un viaggio tra le luci e le ombre dell’animo umano per prendere coscienza dei propri limiti e ribadire il valore sacro dell’ascolto e del libero arbitrio.
Erba Celeste

2017, 97 min

REGIA Valentina Gebbia
Un tema scottante raccontato con la leggerezza di una favola, capace di far luce su uno dei tabù più radicati dei tempi moderni. Film indipendente tratto dal romanzo pubblicato nel 2004, racconta il senso della vita, l’amicizia, il mondo degli anziani e la possibilità di ricominciare a vivere in armonia con la natura. E racconta della canapa, delle preziose proprietà che possiede – in grado di rivoluzionare il sistema economico mondiale - e dell’uso terapeutico, argomento di grande attualità oggi all’attenzione mondiale. Celeste è una musicista che vive in una casa di riposo per artisti nell’assolato entroterra siciliano; è ammalata di cancro e ha scelto di rompere col pensare comune per curarsi con l’alimentazione naturale, la fitoterapia, i libri e la cannabis. Amaranto, proprietario della residenza, è un affascinante architetto dal carattere spigoloso che va dritto all’anima delle cose, ma ha difficoltà a leggere nella propria anima. Attorno, artisti che in quel luogo hanno ritrovato una famiglia, immersi nella semplicità campestre e nell’amore di Celeste. Il loro microcosmo, a seguito di eventi misteriosi e imprevedibili, finisce per diventare una metafora del mondo, un mondo che spaccia per verità atroci bugie e chiama droghe solo alcune sostanze condannate dalla convenienza della storia. Nell’amicizia fra Amaranto e Celeste, nel loro incontro-scontro, vi è tutta la speranza di chi crede ancora nel futuro della vita. Il film, girato a Palermo e dintorni, è stato coprodotto dal cast e dalla troupe, tutta siciliana, senza finanziamenti pubblici. Un piccolo crowdfunding iniziale ha dato il via alle riprese che sono state portate avanti con grande determinazione nei tempi normali di una produzione, con l’aiuto di alcuni sponsor e di persone che hanno offerto gratuitamente location e materiale. Erba Celeste ha vinto il Premio del Pubblico all’8° Sciacca Film Fest, è stato nella Selezione Ufficiale del 23° Sguardi Altrove International Women’s Film Festival di Milano ed Evento Speciale al 62° Taormina Film Fest. Con DANIELE MUSSO, VALENTINA GEBBIA, FABIO GAGLIARDI E DANIELA LAMPASONA. Con la partecipazione straordinaria di DANIELA GIORDANO E GIUSEPPE SANTOSTEFANO. Musiche di MAURIZIO BIGNONE, LAURA LALA e FABRIZIO FORTUNATO. www.erbaceleste.it
Una storia semplice

2017, 51 min

REGIA Giuseppe Garau - AUTORE Goffredo d’Onofrio
Caldo, asfalto, una statale che corre lungo la costa della Sicilia. Provincia di Messina. C’è una donna che cammina. Avanti e indietro lungo la 113, due corsie che collegano Patti e Gioiosa Marea. All’inizio chi le passa affianco urla qualcosa in dialetto. Poi, la riconoscono. È Anna Rita Sidoti. È chidda chi cammina, quella che cammina. Quella che da queste parti è una leggenda. E non solo da queste parti. Campionessa, atleta, marciatrice. Sul tetto del mondo, con l’oro attorno. Donna, madre, studentessa. Moglie, amica, compagna. Siciliana, italiana, di tutti. Simbolo e, allo stesso tempo, patrimonio personale della propria famiglia. Una storia semplice è la storia di Anna Rita Sidoti, marciatrice italiana, campionessa Mondiale e Europea. Uno “scricciolo d’oro” come l’ha definita Candido Cannavò, direttore storico della Gazzetta dello Sport. Una donna dalla generosità e dalla tenacia incredibile, come la definisce chi l’ha conosciuta. Un’amica e una mamma sorridente, generosa, altruista, determinata. In tutte le situazioni della vita: durante le gare, negli allenamenti, nei ritiri di oltre 200 giorni l’anno. Nella maternità. nell’amore per la propria terra. Nella malattia. Un viaggio, una vera e propria marcia all’interno della sua vita con testimonianze di amici, familiari, ex compagne e allenatori. La strada di Anna Rita Sidoti raccontata passo dopo passo. In tutte le sfaccettature di una donna che ha lasciato un segno in coloro che l’hanno incontrata. Tra trofei, sorrisi, soddisfazioni professionali e personali. In Sicilia, in Italia e nel mondo. Un film di Giuseppe Garau e Goffredo d’Onofrio
Figli della libertà

2017, 78 min

REGIA Lucio Basadonne e Anna Pollio
Senza compiti + Senza voti + Senza banchi + Senza materie = Senza futuro? E' la domanda di una famiglia che ha lasciato l'educazione tradizionale per capire cosa succede imparando fuori dagli schemi. In questo film c'è una bambina che va in una scuola strana: non ci sono né voti, né banchi, né adulti che comandano. Se un giorno si vuol stare a giocare a palla bene, si scriverà domani. Rock and Roll. Questa bambina ha un papà che all' inizio ci sballa a far crescere la figlia libera, poi gli cominciano a venir dubbi. "Magari mi cresce una selvaggia che corre nuda per i boschi e che finisce a fare i posaceneri con le lattine e suonare i bonghi in piazza" , pensa preoccupato. Allora prende lo zaino e va a cercare chi è cresciuto in modo simile, per capire se ha fallito o meno nella vita. Incontra Andrè Stern, Silvano Agosti e un botto di altri, meno famosi. Questo papà ha una moglie che insegna in una scuola normale e che si tormenta se la sua scelta è buona o meno. Allora va a chiedere consiglio agli esperti. Chiede a Daniele Novara, a Monica Guerra, Francesca Antonacci e a Emily Mignanelli. Non contenta interroga Paolo Sarti, Paolo Mottana, Erika Di Martino e Raffaella di Cataldo e ognuno le dice la sua. Sono tutti dei fighi, cercateli su Google. Intanto per la bambina sta arrivando l'esame e l'atmosfera di cazzeggio comincia a cambiare. Tabelline. Corsivo. Il giorno del confronto con il mondo reale, quello cattivo che ti giudica e ti limita, sta per arrivare. Un anno di vita fra viaggi, discorsi, giochi e deliri per capire se il sistema si può cambiare, se educare all'obbedienza è giusto o meno e se la felicità è una roba per ricchi e fricchettoni. Con uno stile leggero e irriverente “Figli della libertà” mette in discussione la delega dell’istruzione chiedendosi se la scuola è un sistema di controllo che disciplina e limita la libertà o se siamo genitori "so tutto io" incapaci di accettare che quel sistema che tanto critichiamo siamo anche noi.
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